15. La fine nel fuoco e l’inizio nell’acqua nei quadri di Herbert James Draper

Una volontà cosciente troppo spinta si espone al rischio di veder punita la propria arroganza tramite le sue stesse mani. Lo abbiamo già visto in passato (qui e qui); ma forse l’esempio più icastico e conosciuto è racchiuso nell’episodio del volo di Icaro.

Il sole è uno dei simboli più vivi della coscienza: pura luce, senza alcun ombra. Eppure l’uomo, avvicinandolo, muore bruciato dalle fiamme di quella stessa luce, come la falena con la candela dell’immaginario poetico.

Attenzione: non c’è solo sprezzante arroganza in quest’immagine. Un altra chiave di lettura potrebbe intendere il volo verso il sole come un anelito d’amore, e la morte conseguente come l’annientamento del sè nell’unione mistica fra i due amanti, o fra l’anima umana e Dio. In questo caso, il corpo di Icaro non sarebbe che una scorza vuota, lasciata indietro. Come può cambiare un’immagine, se guardata da un altro punto di vista!

Ma per questa volta, restiamo fedeli all’interpretazione tradizionale:

Herbert Draper - Il pianto per IcaroIl pittore preraffaelita Herbert Draper ha dipinto la scena conclusiva del tragico volo: l’eroe è schiantato al suolo, ormai privo di vita, pianto da alcune Naiadi. La genialità della composizione sta nell’aver tratteggiato le ali come se fossero le pagine d’un libro aperto. La vita è proprio un libro aperto, e la morte è il gesto di chiuderlo e riporlo su uno scaffale.

Ma c’è un altro bellissimo quadro di Draper, che fa da contraltare alla morte di Icaro, completandola e dandole un significato:

Herbert Draper - Un figlio dell'acquaIl quadro, intitolato “Un figlio dell’acqua”, è in molti sensi l’opposto dell’altro. Mentre lì predominavano le ombre ed i colori caldi, le tonalità delle fiamme, qui prevalgono la luce i freddi colori dell’acqua; anche la forma stessa del quadro è simpolicamente opposta: lì il quadrato, qui il cerchio. Ma soprattutto, mentre il primo dipinge la morte, questo ritrae l’inizio di una nuova vita.

A guardar bene, lo sfondo è lo stesso: il luogo è sempre il lago dove Icaro è precipitato. La conchiglia è un’allegoria abbastanza trasparente della matrice sessuale femminile; ma le sue valve aperte ricalcano anche decisamente la disposizione delle ali di Icaro.

Il libro è lo stesso: anche una volta chiuso, si può sempre tornare a riaprirlo. La morte e la vita sono due facce d’un unica pagina, voltata dalla mano d’un lettore a volte attento, altre distratto – che sia Dio, il Destino, o anche soltanto il Caso.

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