46. L’originalità e l’arte – parte prima

Uno dei comandamenti impliciti dell’arte odierna è l’assoluta necessità che l’opera sia originale ed innovativa.

Se si crea ispirandosi a qualche altro autore, si corre il forte rischio di veder etichettata la propria opera come “derivativa”; e l’accusa di plagio è sanzionata con un ostracismo che non ammette repliche.
Non voglio certo dire che l’originalità sia un male: essa è il motore dell’innovazione, e seza di questa saremmo ancora fermi a ripetere da secoli sempre le stesse, identiche cose. Ma non dev’essere neanche una regola obbligatoria.
Il diktat dell’originalità preclude l’esercizio dell’arte a chi non ha idee originali. Il presupposto odierno vuole che l’arte debba per forza avere un pubblico, e il pubblico vuole esser divertito, stupefatto, sconcertato – come un bimbo che si annoia per i troppi vizi.
Ma l’arte può essere anche un gesto per sè stessi, un rituale che si compie a proprio esclusivo beneficio. Può essere una forma di terapia, per dare sfogo a demoni che altrimenti ci rimarrebbero dentro, a roderci l’anima; o anche solo per riordinare le idee ed i sentimenti che compongono il nostro essere. L’arte in tal senso può essere anche un modo per conoscersi, per indagare le regioni nascoste del proprio spirito: e che importa, a questo fine, l’originalità?
Prendiamo ad esempio uno dei soggetti più inflazionato di sempre: il fiore reciso posto dentro un vaso.

Jan van Huysum - Malve ed altri fiori in un vaso

Jan van Huysum – Malve ed altri fiori in un vaso

Il fatto che tale immagini continui a riproporsi non comporta una monotona ripetizione: significa al contrario che l’immagine palesa un simbolo vivo e potente, che non ha ancora esaurito la gamma di significati che può potenzialmente esprimere.

Se una persona sente il bisogno di disegnare per l’ennesima volta un fiore dentro un vaso, non sarebbe un peccato se dovesse rinunciare, per il timore d’esser poco originale?

Il vaso è la materia inanimata, e il fiore è la vita.

Monastero franciscano di Pola - portale di ingresso

Monastero franciscano di Pola – portale di ingresso

Il vaso è l’umanità, e il fiore è Dio che si incarna nell’uomo.

Simone Martini - L'Annunciazione tra i santi Ansano e Margherita (particolare)

Simone Martini – L’Annunciazione tra i santi Ansano e Margherita (particolare)

Il vaso è l’inconscio, ed il fiore è l’intuizione.

Benjamin Vierling - Sacred Heart

Benjamin Vierling – Sacred Heart

Solo dopo una simile ricerca interiore sarà possibile una vera originalità. L’innovazione è connaturata alla vita del simbolo: una predisposizione associativa fissa che però si riveste sempre di nuovi contenuti.
Senza una simile base, ogni tentativo di rinnovamento è destinato a naufragare, divenendo mera stravaganza.

Joan Miro - Paesaggio con coniglio e fiori

Joan Miro – Paesaggio con coniglio e fiori

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